Salumificio di Gaspare Sammataro

Un vocazione di famiglia quella del Salumificio di Gaspare Sammataro. Un azienda dedita all’allevamento zootecnico, alla macellazione di carne fresca da capi bovini ed ovini selezionati ed alla produzione di salumi di tradizione locale. Una produzione di salumi totalmente artigianale ed è espressione dell’antica tradizione norcina locale, di mani esperte e sapienti e di ricerca della qualità e dell’armonia del gusto. La produzione principale è concentrata prevalentemente nel periodo invernale, perché è solo in inverno che il nostro clima, permette di lavorare in modo tradizionale le carni, come vuole la riconosciuta arte salumiera . Infine sono gli ampi locali naturali dal microclima ideale che, assieme al tempo, contribuiscono a rendere i  salumi unici.

Tutti i salumi hanno delle caratteristiche in comune che li contraddistinguono e li differenziano: oltre alla qualità della materia prima, intesa come salubrità, genuinità e naturalità, ci sono due caratteristiche che legano questi prodotti indissolubilmente alla terra nella quale nascono.

Nasce la Torre del Gusto, il Blog del vivere sano

Un Intervista a Placido Salamone, coordinatore della Salamone Synergy Group per capire cos’è il gruppo sinergico e parlare dell’ ultimo progetto da poco avviato, “LA TORRE DEL GUSTO” IL BLOG DEL VIVERE SANO”. una finestra aperta sulla Sicilia agricola, sul folklore e la gastronomia di qualità ma anche all’innovazione ed al mondo esterno, che ha trovato da subito la collaborazione di professionisti ed appassionati della natura. Un idea nata per dare voce a quella Sicilia sconosciuta, “l’altra Sicilia” appunto, che non fa clamore ma vive la quotidianità nel silenzio con onesto lavoro, attraverso l’informazione, la pubblicità e la riscoperta di antiche ricette gastronomiche e di luoghi di rara bellezza che saranno al centro di molti appuntamenti tra ospiti illustri ed esperti del settore., con un largo respiro verso quella parte dell’imprenditoria che punta sulla qualità. Un idea che ha preso forma da subito con il programma ” A pranzo con Letizia” condotto dall’ abile giornalista Letizia Passarello ed ideato similmente ad un format televisivo in una location mozzafiato quale la torre del Castello di San Giorgio a Castel di Tusa, il famoso borgo marinaro già premiato con la Bandiera Blu. Ma il blog è anche una finestra aperta al mondo ed in particolare all’Oriente ed alla  cucina esotica attraverso le ricette di Alberto Zingales, team leader della nota catena di ristoranti giapponesi Wasabi. Ma le novità non finiscono qua e la bellezza naturale del nostro territorio faranno da cornice a tanti appuntamenti imperdibili

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La gastronomia siciliana nei secoli

920_0Il clima, la posizione geografica ed i caratteri del suolo hanno condizionato da sempre l’umanità e la vegetazione naturale che la circonda e da sempre le tecniche, i commerci, i rapporti sociali hanno determinato su tutta la Terra la presenza di numerosissime specie coltivate, alcune di origine indigena, altre provenienti dalle flore di Paesi anche molto lontani. Una  regola, questa, di carattere generale che però acquisisce in Sicilia una particolare valenza per la sua eccezionale collocazione geografica nel cuore del Mediterraneo, crocevia di eterogenee civiltà di ben tre continenti.

Nel corso dei secoli il paesaggio agrario siciliano ha subito grandi modifiche e come una conseguenza naturale anche l’arte culinaria ha attraversato a fasi alterne momenti di splendore e di decadenza.

cucinare_nel_medioevoRipercorre questo itinerario è un impresa ardua considerato che esso si mescola con l’altrettanta complessa storia dell’Isola e richiede quindi le appassionate ricerche di studiosi di settore. Sulla gastronomia siciliana in verità si è scritto abbastanza ma il più delle volte in maniera frammentata. Ripercorre in itinerario storico richiede in verità molto più tempo ma spesso è l’unica strada per comprendere a fondo i caratteri di questa terra.

La cosa più interessante che si evince da uno studi approfondito di questo tema è biodiversità della flora spontanea siciliana ed il rapporto simbiotico che il siciliano di altri tempi instaurava con la natura circostante. Un rapporto dettato da ragioni di necessità dal momento che “la povertà” sarà una costante della cultura culinaria isolana ma anche un incontro felice di civiltà. Le basi della tradizione gastronomica siciliana,sono sostanzialmente due, la cultura greco-romana da una parte e la cultura arabo-giudaica dall’altra. Greci e romani lasciarono un impronta forte nell’Isola e del resto alcuni aspetti  tipici del paesaggio agrario siciliano come vigneti, uliveti e coltivazioni cerealicole che oggi persistono hanno una storia millenaria, ma saranno soprattutto gli arabi a determinare un autentica rivoluzione agronomica nell’Isola. In verità in campo culinario molte invenzioni sono state più che altro opera della genialità degli ebrei la cui fede monoteistica per certi aspetti non si discostava troppo da quella araba. Sarà infatti l’intraprendenza economica dei giudei a regalare alla cucina siciliana pietanze come la polpetta, la frittata alle erbe e la “salsa” a base di aglio e olio di diffusissimo utilizzo.

Contemporaneamente con la cristianizzazione cominciarono a comparire in Sicilia le figure degli eremiti che diventeranno bene presto i prosecutori di questa immensa cultura. Attraverso la ricerca e lo studio delle erbe spontanee gli eremiti allargarono le conoscenze culinarie e le cucine degli eremi divennero autentici laboratori di sperimentazione. I “monziu” ossia gli chef di queste cucine divennero celebri e ben presto ambiti dalle famiglie aristocratiche ottenendo un certo prestigio per tutto il Rinascimento ed anche dopo. Sarà dalla rivisitazione delle loro elaborate e raffinate ricette a prendere forma alla cucina popolare siciliana nota in tutto il mondo.

                                                                                     Placido Salamone

I limoni bio dell’ Azienda Agrumicola Salamone

I limoni  bio dell’  Azienda-Agrumicola-Salamone/ delle varietà “femminello” ed “interdonato  scheda-limoni/ sono “limoni non trattati”, ossia portati a maturazione naturalmente senza subire alcun trattamento per forzare la crescita, eliminare i parassiti e lucidare la buccia, operazione che nasce dall’esigenza di renderli più attraenti sui banchi di mercati e negozi.
Questo significa poter contare su un frutto che si può utilizzare in tutte le sue parti, non solo la polpa, ma anche la scorza e che mantiene tutti i principi nutritivi che lo caratterizzano.
Gialli nel periodo primaverile, i limoni che maturano nel periodo estivo e autunnale hanno invece un caratteristico colore verde, ricchissimi di tante proprietà benefiche e curative, sia nel succo che nella scorza. Usare limoni biologici vuol dire poter godere di tutti i vantaggi che offre la buccia, non solo in cucina (per torte, creme, insalate, salse, marmellate e cocktail), ma anche per il benessere del corpo e per migliorare lo stato di forma generale dell’organismo questo grazie alla vitamina A contenuta nella scorza, che contribuisce al benessere della retina e quindi della vista, aiutando la crescita delle ossa e lo sviluppo embrionale e in generale cellulare. La scorza è inoltre ricca di oli essenziali, come il limonene, che ha un effetto disinfettante, anche se utilizzato direttamente sulla pelle. Infine contiene flavonoidi, che contribuiscono,13265673-limone-maturo-in-scatola-di-legno-isolato-su-bianco all’interno di una dieta sana, a prevenire patologie cardiocircolatorie e tumorali, grazie al loro potere antiossidante e antinfiammatorio.
Organizzata nelle consegna a domicilio entro un raggio di 30 km dalla sede di produzione dispone alla vendita cassette da 5 kg ad uso domestico e cassa da 15 kg per gli esercizi di rivendita

Benvenuti nell’ “altra Sicilia”

Per i tradizionali visitatori, la Sicilia da sempre regala bellezze suggestive difficilmente descrivibili. L’ “Isola del sole” non offre però solo località di interesse turistico di livello anche internazionale, splendide coste , mare cristallino e città ricche d’arte, esiste anche un”altra Sicilia” fatta di paesi antichi appollaiati sulle montagne, rocce e castelli, idiomi locali testimonianze di varie dominazioni che hanno lasciato tracce indelebili nel costume e nell’ ambiente , sagre di contenuto sacro-agro-pastorale e rievocativo di una sicilianità intensa. Percorre un itinerario del genere per il visitatore interessato è l’unica occasione per conoscere la vera anima di quest’Isola. Ma in Sicilia le sorprese non finiscono mai e la mescolanza di culture differenti e la biodiversità del paesaggio rendono ogni angolo unico nel suo genere .